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Captoglove, il guanto smart per videogiochi che rivoluzionerà anche la medicina

L’idea rivoluzionaria nasce nel 2011 all’insegna del motto “fare di necessità virtù”; una sventura familiare legata ad una problematica cerebrovascolare si trasforma in un’occasione per creare qualcosa di nuovo. È la storia di Captoglove, la startup nata nel 2011 dall’idea di tre ragazzi, Mauro Bettiol, Sergio de Cristofaro e Danilo Campisi. Dopo ricerca e fatica, è nato il loro piccolo capolavoro: un guanto che monitora l’attività di riabilitazione motoria neurocognitiva, con cui si possono fare esercizi che il medico può controllare da lontano, tenendo sotto controllo i tempi e i progressi nel recupero delle funzionalità. «Il guanto segnala a chi lo utilizza se sta facendo progressi, gli indica la direzione da prendere, lo guida attraverso i movimenti… – spiega Bettiol – e il sistema può essere personalizzato in base al tipo di trauma».

Dopo quella prima prova, è nata una startup: Captoglove, che ha messo a punto uno speciale guanto (presenato CES 2017 di Las Vegas e alla Game Developer’s Conference di San Francisco) che permette di controllare videogiochi, smartphone, programmi di realtà virtuale, droni ed elettrodomestici che sfruttino la tecnologia bluetooth. Il modello è stato disegnato dall’azienda italiana per guanti sportivi Reusch, è completamente lavabile senza dover rimuovere i sensori, ha una durata di 10 ore con una sola carica e offre la possibilità di configurare 20 differenti azioni.

Le applicazioni possono prevedere l’uso combinato con altri dispositivi, come visori per la realtà aumentata, e possono riguardare attività di training di qualsiasi tipo: dalla simulazione di un intervento chirurgico alla possibilità per una scuola guida di fare esercitare gli allievi al volante prima di portarli su strada.

I suoi sviluppatori lo hanno lanciato su Kickstarter un mese fa, e la campagna di crowdfunding ha superato tutte le aspettative: in soli 12 giorni è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Sono partiti dal mercato dei videogame perché ha numeri «che ci permettono di sostenerci – racconta Bettiol – ma si possono immaginare applicazioni mediche, motorie e legate al superamento di fobie». A maggio chi ha sostenuto Captoglove riceverà i primi guanti. Il percorso del guanto intelligente è appena iniziato.

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